Madre Teresa di Calcutta: successo per lo spettacolo!

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“Madre Teresa di Calcutta: una matita nelle mani di Dio”.

“Sold out” per lo spettacolo di teatro e meditazione di sabato 25 febbraio al Cinema Teatro Corso di Rivalta a Reggio Emilia: oltre 300 persone per sostenere i progetti di accoglienza della Cooperativa Sociale Madre Teresa

Grande successo per lo spettacolo teatrale dedicato alla figura di Santa Madre Teresa di Calcutta, che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone sabato 25 febbraio al Cinema Teatro Corso di Rivalta a Reggio Emilia. L’evento di teatro e meditazione, organizzato dall’Unità Pastorale “Padre Misericordioso” di Reggio Emilia, in collaborazione con la scuola di danza “Nuovo Balletto Classico” e col prezioso apporto artistico dell’étoile Liliana Cosi, è stato l’occasione per raccogliere fondi da destinare a progetti territoriali di tutela della maternità e genitorialità, in particolare a “Casa Sara” di Rivalta a Reggio Emilia, una delle comunità educative residenziali per l’accoglienza di mamme e bambini in difficoltà gestite dalla Cooperativa Sociale Madre Teresa.

“Il risultato ha superato di gran lunga ogni nostra aspettativa – spiega Don Antonio Romano, dell’Unità Pastorale Padre Misericordioso di Reggio Emilia. C’è stata una collaborazione totale, a diversi livelli, dai più piccoli ai più grandi, professionisti e non, da parte di molte realtà del territorio, anche fuori provincia. Solo per citarne alcune: Rivalta, Coviolo, Preziosissimo Sangue, Sacro Cuore, Villalunga, Sabbione, Casalgrande, Cadiroggio, Montecavolo, Reggio Emilia, Modena, Formigine e Spezzano. Questa grande pluralità e l’amicizia che ne è nata, coinvolgendo storie di vita anche molto distanti tra loro, sono i frutti più importanti di un lavoro che da oggi ci vede camminare ancora più uniti come Chiesa. Se pensiamo che da uno spettacolo possano nascere nuove occasioni di confronto come comunità, allora siamo certi che iniziative come questa possano arricchire la nostra fede e dare gioia al cuore”.

Così si esprime Elena Oliva, ideatrice dello spettacolo e curatrice di regia, scene e costumi insieme a Raffaella Marchiorri e Silvana Zanti della Parrocchia di Villalunga di Casalgrande: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ero straniero e mi avete accolto. Chi erige muri costruisce prigioni. Ero carcerato e mi avete visitato. Il dolore innocente di un bimbo mai nato è uno dei grandi misteri a cui Dio ci chiama: queste sono alcune riflessioni che abbiamo potuto cogliere nello spettacolo. Poesie, preghiere, scritti dei più svariati autori e canzoni anche moderne ci hanno condotto a rappresentare un comandamento di cui Madre Teresa è stata la massima espressione: l’amore. Un silenzio d’ascolto attento che ha fatto tenere il fiato per più di un’ora e mezza, una meditazione che ha coinvolto per primi gli stessi interpreti, bambini e adulti. Più di quaranta attori in scena, che si sono calati verosimilmente nei loro personaggi, uniti in un abbraccio, grazie ad un laboratorio teatrale che si è fatto preghiera. Un ringraziamento corale va all’Unità Pastorale Padre Misericordioso di Reggio Emilia, alla Cooperativa Sociale Madre Teresa e alle capacità artistiche della Scuola Nuovo Balletto Classico “Cosi-Stefanescu” di Reggio Emilia, con le preziose coreografie curate dall’étoile Liliana Cosi e l’esibizione della ballerina Chiara Montanti. Il finale è stata un’esplosione di ripetuti applausi, ma il plauso maggiore che si è potuto cogliere è stato l’interagire di persone completamente diverse per una nuova amicizia da custodire nel cuore”.

“L’insegnamento di Madre Teresa, fatto di gesti semplici, sguardi, incontri, dialoghi, ancora oggi ci interroga, ci provoca e ci porta a ripercorrere il cammino che come cooperativa abbiamo compiuto in questi anni, nell’accoglienza e nel sostegno alla fragilità umana – afferma Lino Orlandini, presidente della Cooperativa Sociale Madre Teresa. “La sfida che ci attende è quella di fare della fragilità un’opportunità di riscatto, crescita e maturazione e il nostro obiettivo deve essere quello di continuare a portare sul territorio nuove esperienze di accoglienza, iniziative di sensibilizzazione sul valore della vita e spazi di condivisione in cui le gioie, ma soprattutto le sofferenze delle persone, possono trovare, grazie alla collaborazione di più realtà, nuovi significati. Lo spettacolo teatrale di sabato ne è stato un valido esempio”.

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